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Gli psicologi del futuro

Gli psicologi del futuro

Diventa psicologo indubbiamente una persona caparbia e paziente, disposta ad attendere molto tempo prima di vedere i propri sogni realizzati. La professione di psicologo, in tutte le sfaccettature del ruolo, implica un tipo di percorso pieno di step spesso faticosi.

Chi scrive è una studentessa barese, neolaureata in Scienze e tecniche psicologiche presso l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”.

Il mio corso di studi presenta un’offerta formativa simile a tutti i percorsi di primo livello ormai presenti in Italia. In seguito alla laurea triennale sceglierò di intraprendere il percorso della laurea magistrale – probabilmente – in psicologia clinica.

Possedere dubbi riguardo il proprio futuro è d’obbligo: quale studente possiede idee chiare fin dal primo momento? Sarebbe bellissimo prefigurare di qui a circa cinque anni il proprio futuro. Purtroppo però così non è. Oggi mi pongo tante domande sul mio futuro, e sul futuro degli psicologi, come categoria. Mi interrogo su cosa voglio essere e, spesso scoraggiata, cerco di metter da parte questi pensieri e vivere la quotidianità dei miei studi dei quali non posso che essere contenta. Le difficoltà che incontreremo sono molteplici e spesso rappresentano motivo di ripensamenti perchè temo di avere troppi anni di formazione dinanzi a me, privi di pratica e di approccio diretto con quello che sarà il mio futuro lavoro. La motivazione e la voglia di scoprire sempre di più scacciano i pensieri negativi e mi spingono a darmi da fare. Darsi da fare in questo ambito molto spesso significa creare una rete di contatti con altri studenti, perchè il supporto e la collaborazione sono fondamentali per l’arricchimento del proprio bagaglio culturale. E per la preparazione del nostro futuro – perchè siamo noi, adesso, gli psicologi del futuro.

In modo del tutto casuale mi è capitato di avvicinarmi al mondo della scrittura e tutto ciò che racchiude. Tornare ad avere uno stretto rapporto con le parole ha rappresentato il risveglio di una passione nata ai tempi della scuola superiore, quando cercavo di sfidare i miei limiti e la mia timidezza esprimendo tramite la scrittura ciò che di me a voce proprio non riusciva ad emergere. Riscoprire tutto questo è stato fondamentale. Non mi troverei in questo momento presa dalla forte voglia di riuscire a trasmettere l’importanza che riveste questa mia passione. Senza troppa attenzione, nel corso di questo scritto, in un primo momento ho utilizzato la forma verbale della prima persona singolare, passando solo in un secondo momento alla prima plurale. Sorrido.

Gli psicologi del futuro: Vietato calpestare i sogniMai come in questo periodo forse sento il bisogno di condividere le mie insicurezze con chi spaesato si trova catapultato nel mondo lavorativo e professionale della psicologia. In un terreno così complesso lo psicologo del 2015 probabilmente deve inventarsi ogni giorno, sempre di più, andando alla ricerca continua della novità. In questa continua ricerca di stimoli, io mi sento più che speranzosa. Mai fermarsi di fronte al disfattista di turno che sostiene che saremo per sempre disoccupati; mai ascoltare la testa che suggerisce di mollare tutto per intraprendere piuttosto degli studi più brevi; mai scoraggiarsi di fronte alle statistiche che vedono numerosi psicologi stanchi e svogliati di aspettare. Qual è il nostro futuro, che cosa riserva il tempo agli psicologi del futuro? Andiamo continuamente alla scoperta di novità, inventandoci, attivandoci, intraprendendo nuove strade. Si possono imboccare molte vie, ciascuna definibile in termini di pro e contro. Con motivazione e forza d’animo, cari colleghi, continuiamo a rincorrere i nostri sogni. Prima o poi, li prendiamo.